Eccola Guasila.
Non riconosco tanto il paese ma il suo simbolo si: il monumentale tempio in stile neoclassico della chiesa parrocchiale dedicata alla Beata Vergine Assunta che sorge nel punto più alto e centrale del paese. “Caspita –penso- non vedo l’ora di entrare in quella chiesa- perché lo so, dentro è anche più bella”.
Nel sagrato siamo già in tanti…aspettiamo gli amici che vengono da lontano…chi dal Mandrolisai, chi dal Logudoro…qualcuno anche dall’alta Gallura. Io sono tra i locali: Sanluri, il mio paese, è giusto a un tiro di schioppo. Faccio un giro di abbracci e saluti…i soliti ci sono quasi tutti ma vedo anche delle facce nuove ed infatti mi presentano delle belle signore. Una la riconosco. È la sindaco di Guasila nonché Consigliere Regionale. Che onore.
Tutto merito dei nostri amici e compagni di Guasila che hanno organizzato questo evento per noi e per ricordare i Grandi Saveriani originari di questo paese della Trexenta. Li conosciamo tutti e quattro nei ricordi e nei racconti dei vari amici e parenti che sono venuti a ricordarli in questa giornata speciale dedicata a loro. Sono Virgilio Mirto, Walter Giua, Luigi Caria e Ivaldo Casula. Guasila è legata in modo particolare ai Saveriani perché fu Padre Mirto, sessanta anni fa, ad aprire la prima casa Saveriana in Sardegna.
Il tempo corre e finalmente entriamo in chiesa…che bella…bellissima.
La Santa Messa è officiata dal nostro compagno e amico Padre Antonino con l’aiuto di Padre Oliviero, Padre Galimberti e il diacono indonesiano Azist e c’è una bella novità: è il coro della Parrocchia con all’organo anche il nostro Peppe che propone vecchie glorie dei nostri tempi.
Uscendo dalla chiesa rivedo alcune facce in cui riconosco sicuramente un grande portierone degli anni ’60: Franco Gallus. Gli dico”Sei ugggualeeeee”. Ma dalla risposta, che non posso scrivere qui, capisco che non mi crede. Con un grande abbraccio gli faccio capire quanto sia commosso di rivederlo ma subito dopo vedo anche Franco Cappai. Pure lui degli anni di Macomer e del Lago di Gusana. Che avventure insieme. È il momento di salutare i guasilesi che hanno organizzato questo bellissimo evento. Ci vuole un abbraccio per ciascuno di loro: Gianfranco Giua che insieme con Francesco Etzi e Adolfo Atzeni non mancano mai ai nostri incontri e poi stavolta rivedo anche l’altro Giua, Walter, che non vedevo da 50 anni. Bello ricordare insieme qualche momento degli anni saveriani a Macomer.
Alla fine della Messa ci troviamo nella scalinata del sagrato per la foto di gruppo con mogli e parenti. Manca solo il pallone!
Chiedo:- Adesso tutti al bar per l’aperitivo prima del pranzo di gala?-. -Ma itta è presto. C’è la visita al museo di Guasila.- mi dice Adolfo. Mesti mesti, un po’ delusi, ci dirigiamo nel vicino edificio ex scuola elementare ed ex carcere che ospita un bellissimo museo di Arte Sacra dove sono esposti oggetti liturgici e devozionali e paramenti sacri. Tutto molto bello…anche la direttrice che ci illustra i vari saloni con enormi crocefissi d’argento. Veramente bello complimenti ai guasilesi.
Un’ora dopo siamo già fuori con temperature tipiche di un 10 agosto in Trexenta ed è quasi naturale dirigersi verso un locale sicuramente con aria condizionata. Il bar nella piazza centrale del paese. Macchè, veniamo dirottati invece in un altro edificio storico di Guasila per la presentazione di un libro scritto e stampato da Padre Oliviero: Missionari e Missionarie Saveriane Sardi Defunti. Qui conosciamo un personaggio famoso di questo ridente paese. È Gianluca Medas che presenta un programma cult di Videolina. Insieme a Padre Oliviero ci parla del libro. Interessante, molto ma si sentono degli strani borbottii…almeno vicino a me…esti or’e prandi.
Ed arriva il momento clou dei nostri incontri. Si è fatto un po’ tardi e dal ristorante ci chiamano per l’adunata. Come niente aperitivo? -Possibile che nei nostri incontri non c’è mai la visita al bar del paese? - mi chiede Gianni a bassa voce. –Hai ragione –gli dico- quando organizzerò la Giornata Saveriana a Sanluri facciamo il tour dei bar del paese poi il pranzo del giorno a base di civraxu e fave.- mi guarda sorpreso ma non dice di no!
Siamo già al ristorante e la mia sposa mi lascia per sedersi insieme alle mogli di altri saveriani. Ormai ha instaurato un bel rapporto con un gruppetto di loro e il vederle dal mio tavolo parlare e ridere insieme mi fa star bene.
Io intanto mi organizzo con Marongiu, Erriu, Cappai e Padre Antonino ed iniziamo subito ad assaggiare gli antipasti già pronti sulla tavola. Non sono ancora arrivati tutti ma intorno ai nostri posti quei piatti sono già vuoti. Quando siamo tutti pronti e si dà inizio “alle danze” ci lamentiamo con un amico cameriere che nel nostro tavolo non abbiamo gli antipasti. Ci guarda strano ma poi sorride e ne porta degli altri. Andiamo proprio bene così!
Ogni tanto qualcuno chiede l’attenzione di tutti per festeggiare i presenti, per ringraziare per la bellissima accoglienza i guasilesi che hanno organizzato la giornata. Per ringraziare il nostro Presidente che ha preparato mesi prima l’evento. Insomma ce n’è per tutti. Anche per gli sposi nel tavolo centrale.
Ma è il momento di pensare anche a Padre Antonino e a quando rientrerà in Camerun a continuare il suo apostolato in quelle terre africane. L’aiutiamo sempre con affetto perché ha fatto e sta facendo tanto per quelle genti.
C’è tempo per la presentazione di un altro libro e per ascoltare le storie dei Saveriani guasilesi con l’aiuto di un amico, Antonino Stroscio .
Quindi ci salutiamo tutti di nuovo con un arrivederci alla prossima occasione. Anche stavolta è stato bello. Anche stavolta abbiamo avuto con noi dei nuovi ex apostolini di Macomer e di Cagliari.
Ci vogliamo bene. Tutti. Anche senza l’aperitivo.
Alla prossima più numerosi e forti.
Roberto Arba di Sanluri foto di Antonino Stroscio di Guasila







