Guardarsi negli occhi per scoprirsi fratelli.
Lo scorso 8 maggio 2025, noi ragazzi delle classi 1^I -L- N alberghiero ed agrario dell’Istituto Professionale G.A. Pischedda di Bosa, accompagnati dalle nostre insegnanti siamo andati a Cagliari presso l’Istituto missionario, per approfondire il tema delle migrazioni e del confronto tra culture diverse. Nella grande sala dell’Istituto saveriano siamo stati accolti da p. Oliviero il quale ci ha presentato Claudio, responsabile della Caritas e James ,Isabella, Rheema, Ereka , Innocent, giovani migranti, provenienti dalla repubblica democratica del Congo, e dal Sud Sudan ,i quali ci hanno parlato dei loro paesi, delle difficoltà che hanno vissuto a causa delle guerre. Nei loro paesi d’origine hanno dovuto affrontare tantissimi sacrifici per poter frequentare la scuola che non è gratuita ma a pagamento e inoltre per raggiungere la scuola più vicina dovevano fare tanti chilometri a piedi in mezzo a tanti pericoli. A Cagliari sono arrivati nel 2023 grazie ad un corridoio umanitario voluto da papa Francesco, si sono trovati subito bene, perché si sono sentiti accolti e perché a Cagliari possono studiare all’Università. Il loro sogno è quello di laurearsi e aiutare tanti giovani e adulti che soffrono ingiustizie e povertà. Apprezzano molto la nostra Sardegna, per le sue bellezze naturali, per le tradizioni, per i valori, dell’ospitalità e dell’accoglienza. P. Oliviero e Claudio ci hanno parlato del tema delle migrazioni e delle sue cause, dell’importanza della cultura dell’incontro. Hanno affermato inoltre che ci sono persone e anche gruppi che hanno atteggiamenti discriminatori nei confronti dei migranti, questi atteggiamenti sono dettati dall’ignoranza, dalla diffidenza per chi ha una cultura diversa dalla nostra, che viene percepito come una minaccia per la nostra società. Per vincere questi pregiudizi il ruolo della scuola è fondamentale,la scuola hanno affermato ha il compito importante di educare alla conoscenza delle diverse culture e tradizioni e di far capire che la diversità culturale è una ricchezza e non un problema. Claudio ha poi proposto un gesto semplice: ci ha chiesto di avvicinarci a James Isabella Rheema, Ereka , Innocent.… di stringerci le mani guardandoci negli occhi e presentarci, con questo semplice gesto abbiamo capito che al di là delle diverse culture e storie, siamo tutti uguali, e che ci dobbiamo rispettare e accogliere. Abbiamo poi visitato l’esposizione di opere di artigianato provenienti da diversi paesi: Africa, Asia ,Indonesia, alcune di queste opere di artigianato ci hanno colpito e incuriosito per il significato simbolico che vogliono trasmettere, come le tre scimmie sagge, guardiane del santuario shintoista in Giappone, che rappresentano una antica massima giapponese : “ non vedere il male,non sentire il male, non parlare del male” ; l’elefante simbolo di forza e d’autorità, che vuole insegnare che chi ha una responsabilità non deve essere litigioso, non deve avere collera o rancore; le maschere rituali lega che hanno un valore religioso e sociale.
Siamo contenti di aver avuto la possibilità di conoscere James, Isabella Rheema, Ereka , Innocent. ascoltare la loro testimonianza ci ha commosso, perché sono ragazzi che lottano per raggiungere i propri obiettivi, non hanno paura di fare tanti sacrifici e sognano un mondo migliore dove è possibile vivere in pace e sentirsi tutti fratelli.
Grazie a p. Oliviero e ai missionari che ci hanno accolto, a Claudio responsabile della Caritas, a James, Isabella Rheema, Ereka , Innocent.
i Ragazzi della Scuola Alberghiera e agraria di Bosa







