Fratel Scintu e Fratel Saderi: due vite a servizio della Missione e della promozione umana dei fratelli.
Fratel Pinuccio Scintu di Ales e Fratel Gugliemo Saderi di Sardara, sono rientrati alla casa del Padre, nel mese di Marzo. Non siamo sicuri che la causa della loro morte sia stato il coronavirus, essendo già da tempo ammalati e in cura nella infermeria della Casa Madre dei Saveriani a Parma.
Erano reduci entrambi da 30 / 40 anni di missione nella Repubblica Democratica del Congo.
Fr. Pinuccio Scintu, già buon muratore, si era consacrato alla missione a 25 anni, entrando nella famiglia saveriana. Dopo un periodo di formazione, è stato il Congo il suo campo di lavoro dove, sempre con il suo mestiere, ha collaborato alla realizzazione di strutture nelle missioni e alla promozione umana.
Fu l’incaricato delle costruzioni della Diocesi di Uvira, e dell’Arcidiocesi di Bukavu: ha diretto la realizzazione di chiese, ospedali, dispensari, ponti, condotte di acqua per approvvigionare i villaggi, case di formazione per Saveriani e di varie congregazioni di suore. Tutti lo abbiamo visto impegnato ogni giorno, per 8 ore al giorno. Eccetto la domenica, giorno in cui lo si trovava alle sette del mattino, dopo aver partecipato alla S. Messa, sul cantiere a inquadrare e dirigere i suoi operai. L’altro tempo della giornata lo passava a preparare il lavoro del giorno seguente, e alla preghiera personale.
La sua preoccupazione nel lavoro di muratore era di trasmettere il mestiere ai suoi operai che, dopo un periodo d’apprendistato, venivano promossi come muratori formati che potevano rimanere con lui o mettersi in proprio. Con gli operai era esigente per l’orario, per il lavoro ben fatto e per il rispetto delle cose. Ma era anche molto attento ai loro bisogni e quello delle loro famiglie. Era stimato e voluto bene.
Fratel Guglielmo Saderi sentì il richiamo alla missione in occasione dell’ordinazione sacerdotale del P. Antonio Ibba nel 1949.
Veniva dal mondo agricolo e si era adattato a fare tanti lavori per sostenere sé e aiutare la famiglia.
Arrivò a Parma,nella Casa Madre dei Saveriani, nel 1952 a 24 anni. Dopo due anni di formazione religiosa e il conseguimento del diploma di sarto, per vari anni fu lui a confezionare le vesti nuove per i novelli sacerdoti e per i missionari partenti per le missioni.
Dopo alcuni anni, anche per lui arriva la destinazione per la missione del Congo.
Arrivato nel Congo, nel 1962, vive il momento della ribellione mulelista. Anche lui, assieme a una trentina di missionari e missionarie, viene preso in ostaggio dai ribelli e imprigionato per 3 mesi. Lì anche lui ha conosciuto le angherie, i soprusi e le violenze anche corporali. Fatti che ricordava con grande emozione quando le raccontava. Questa dura esperienza non gli impedì di tornare in Congo, dopo un breve periodo trascorso in Italia, e per anni, è stato di appoggio nell’Economato Generale della Diocesi di Uvira, dirigendo il personale addetto alle varie attività e nella casa regionale di Bukavu.
Carattere sempre allegro, accogliente e di preghiera: era raro che non lo si vedesse con il rosario in mano.
Fratel Pinuccio e Fratel Guglielmo: due missionari che hanno dedicato tutta la loro vita a servizio della Missione e della promozione umana dei fratelli.
Il Signore li accolga nella sua bontà misericordiosa.






