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PER UNA CHIESA CON LE DONNE

PER UNA CHIESA CON LE DONNE

Un anno fa, un gruppo di cattolici impegnati, uomini e donne, si mette in marcia. Per inaugurare la partenza del loro pellegrinaggio, che li condurrà a Roma alla tomba di San Pietro, si riuniscono nella cattedrale di San Gallo dove, insieme al vescovo e a tanti fedeli, si celebra una liturgia della Parola. Chiedendo la benedizione di Dio per il loro progetto, contano anche sulla preghiera della comunità cristiana. Durante due mesi, percorrono la Svizzera e l’Italia a piedi, più di mille chilometri. Camminano lontano, però mai da soli. Per tutte le tappe, fedeli interessati si associano e li accompagnano. Marciano insieme, soffrono, pregano, cantano. Vanno avanti. I pellegrini vogliono una Chiesa che sappia integrare tutti e tutte, uomini e donne. Sono convinti che la Chiesa, rispetto alle donne, abbia bisogno di un nuovo slancio. Scrivono sul loro sito web: “Molte donne si sentono come delle estranee all’interno della nostra Chiesa, non si sentono prese sul serio o non sono benvenute. Troppo raramente fanno parte di organi responsabili e di processi decisionali”. Desiderano una Chiesa della fratellanza e del dialogo: “Auspichiamo che gli uomini della Chiesa futura non riflettano e non decidano più senza le donne riguardo alla loro posizione, al loro ruolo e alla loro funzione. Inoltre, desideriamo che uomini e donne riflettano e prendano decisioni riguardo alla Chiesa in generale”. Sin dall’inizio, la Chiesa è stata una Chiesa in cammino. Si muove, si sviluppa, guarda a nuovi orizzonti, cerca di essere missionaria. La Chiesa è mossa dalla forza della trasformazione, spinta dal soffio dello Spirito Santo. Talvolta viene pure scossa dallo Spirito. Pensiamo solo al Concilio Vaticano II. Questo Concilio descrive la Chiesa come “popolo di Dio”; di conseguenza ci troviamo di fronte a un cambiamento paradigmatico perché cambia la percezione della stessa Chiesa, perché ormai è ovvio che il popolo di Dio è costituito allo stesso modo da uomini e da donne. Perciò, la Chiesa, che serve Dio e gli uomini e le donne, prende sul serio ciò che essi portano nei loro cuori, domande e necessità. I pastori devono conoscere le sofferenze e le speranze dell’intero popolo. Non possono non sapere che l’integrazione delle donne nei processi di riflessione e decisione non è ancora soddisfacente. Nel loro bagaglio, i pellegrini portano una lettera per Papa Francesco. Rinunciando consapevolmente a formulare richieste più esplicite come ad esempio l’ordinazione sacerdotale delle donne, cercano invece il dialogo che è caro anche al Papa. La riflessione comune mantiene viva la richiesta di “una Chiesa con le donne”, motto del pellegrinaggio. L’iniziativa continua. Si sta pubblicando un libro e ci si vuole aprire a nuove prospettive, nuove vie, per integrare le donne a tutti i livelli della vita ecclesiale. A Roma, nella chiesa di Santa Maria sopra Minerva, ho avuto la gioia di accogliere i pellegrini e quelli che si sono associati per i giorni di Roma. Ho proposto una meditazione su Santa Caterina da Siena. Come lei ci può ispirare oggi? Il suo consiglio è certamente positivo e concreto. Non bisogna teorizzare troppo e talvolta inutilmente sul ruolo delle donne, ma si deve, come direbbe il Papa, far gesti e segni concreti. A questo proposito, sono grato ai miei predecessori perché nella diocesi di Basilea, già per tanti anni, anche le donne possono portare diverse responsabilità a livello della direzione della diocesi. In secondo luogo, Santa Caterina ci insegna che talvolta è meglio parlare che tacere. Una parola franca e libera che non nasconde disfunzioni e debolezze, serve allo sviluppo spirituale della Chiesa. Terzo, Caterina era audace e coraggiosa. Non dobbiamo aver paura! Ancora, è capitale agire in lealtà con il Papa e i vescovi. I progressi e cambiamenti che persistono non si fanno da soli, ma insieme. Aiuta il dialogo con Dio nella preghiera, il dialogo con i fratelli e le sorelle per rimanere in comunione ecclesiale. Infine, e così ho concluso, la ricompensa non sta nell’iniziare un progetto, ma nel rimanere costanti e perseveranti.

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