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MATRIMONIO: (RI)DEFINIRE CONCETTO E CONTENUTO

MATRIMONIO: (RI)DEFINIRE CONCETTO E CONTENUTO

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Nel 2016, in Italia, la prima coppia omosessuale ha sancito la loro unione pronunciando il loro fatidico sì. Infatti, da un anno la legge italiana riconosce l’unione civile di coppie omosessuali e i diritti che sono legati a questa. Una legge simile è in vigore in Svizzera e in tanti altri paesi europei e americani.

La distinzione tra “matrimonio” e “unione civile”, secondo alcuni, è una discriminazione delle coppie omosessuali riguardo a quelle eterosessuali. Il parlamento svizzero discute da più di quattro anni un’iniziativa che definisce il diritto al matrimonio civile per tutte le coppie. Nel frattempo, l’interesse di questo progetto di legge si era più o meno spento. In quest’estate, però, il dibattito pubblico si è ravvivato perché il parlamento tedesco ha istituto il cosiddetto “matrimonio per tutti”. L’opinione pubblica ha acclamato la nuova legge come “storica” perché sarebbe un passo decisivo verso l‘equiparazione dei diritti.

In Svizzera, come in Italia, il matrimonio civile è riservato alle sole coppie eterosessuali. L’eterosessualità è un presupposto fondamentale, sia per la legge civile, sia per la concezione cristiana del matrimonio. Nel momento in cui si dovesse decidere la possibilità e la legittimità del matrimonio di una coppia gay, si constaterebbe un dissenso ovvio tra la concezione del matrimonio civile e quella della Chiesa. Questo dissenso è già noto in diversi Stati europei.

In questa situazione, che manifesta una semantica contrastante e poco chiara della nozione di matrimonio, è necessario ridefinire il concetto e il suo contenuto, sia a livello civile sia ecclesiale. Tale impegno rappresenta inoltre una sfida per il dialogo ecumenico, visto che alcune chiese protestanti si sono adattate alla legislazione civile, offrendo celebrazioni di matrimoni gay. Da una prospettiva cattolica, il matrimonio deve essere (ri)definito a partire dalla Bibbia e tramite la riscoperta del carattere sacramentale del matrimonio.

Il rapporto della creazione nel libro del Genesi ci racconta il primo incontro dell’uomo con la donna e la loro relazione con Dio. “E Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò” (Gn 1,27). Prima, il brano parla dell’uomo al singolare. Ogni uomo è creatura ed è, come tale, immagine di Dio. Però, istantaneamente e nella stessa frase, l’uomo creato al singolare viene “trasferito” al plurale: li creò. Nel rapporto del maschio con la femmina e con la presenza di Dio, l’uomo si riconosce come immagine di Dio. Nell’alterità dell’altro si accorge di se stesso. Il secondo racconto della creazione descrive la conoscenza di se stesso che si concretizza nel riconoscere l’altro sesso (cfr. Gn 2,23s.).

La concezione biblica del matrimonio rimanda a questa esperienza umana fondamentale. Il matrimonio s’intende come un incontro vivo tra uomo e donna che sta sempre sviluppandosi, un incontro che apre coscientemente lo spazio alla presenza di Dio, un incontro che è segnato dall’amore e diventa una benedizione per altri uomini. Così, l’amore tra uomo e donna rende visibile e riconoscibile in modo particolare l’amore di Dio per gli uomini.

Gli scritti del Nuovo Testamento presentano il matrimonio come immagine dell’amore di Gesù Cristo per i fedeli. San Paolo descrive il matrimonio tra uomo e donna come un’immagine del rapporto del Cristo con la sua Chiesa (cfr. Ef 5,23). Questo è il fondamento della concezione sacramentale del matrimonio. È sacramento nella misura in cui il matrimonio non solo raffigura l’amore tra Cristo e la Chiesa, ma l’attualizza nella vita concreta diventando così una realtà sempre rinnovata. Questa concezione del matrimonio non è per nulla discriminatoria. È evidente che l’amore di Dio e la sua premurosità possono essere riconosciuti in diverse altre forme di relazioni umane. La riserva del matrimonio cristiano per l’unione di amore tra uomo e donna non deprezza altre forme di relazioni umane. Addirittura, tanti racconti biblici testimoniano delle più diverse forme di rapporti umani che offrono uno spazio alla presenza di Dio e nei cui si fa l’esperienza viva dell’amore di Dio. Però il matrimonio ha il suo carattere specifico fondato sull’alterità dei sessi che è costitutiva e non sostituibile.

È un modo di vivere la relazione umana. Il matrimonio cristiano, altre forme esistono, ma sono altre, sono diverse. Indipendentemente da una qualsiasi concezione morale, non serve mescolare i concetti!

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