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È nata l’Associazione Missione Oggi

È nata l’Associazione Missione Oggi

Dopo la sofferta liquidazione della cooperativa CSAM di Brescia e la chiusura di tre suoi storici rami d’attività (la “Libreria dei Popoli”, la rivista “CEM Mondialità” e “Videomission”), è stata costituita l’Associazione “Missione Oggi”, per continuare e rinnovare le attività culturali ed editoriali dei Saveriani in Italia, grazie ad una struttura amministrativa ed economica più agile. Il nome è quello della rivista, avviata 114 anni fa dallo stesso fondatore dei Saveriani, san Guido Maria Conforti, come “Fede e Civiltà”. Ci auguriamo che la rivista, sostenuta dall’omonima nuova associazione, insieme all’indispensabile contributo degli amici, abbonati, lettori e lettrici, riesca a guardare più serenamente e audacemente alle grandi sfide della missione oggi nel mondo.

  • PARMA, 3 DICEMBRE 2016

A Parma, culla dei Missionari Saveriani, il 3 dicembre scorso, festa del patrono dell’Istituto, san Francesco Saverio, è nata l’Associazione “Missione Oggi”, cui faranno capo, a partire da marzo 2017, la gestione, il sostegno e lo sviluppo delle attività legate all’omonima rivista. D’accordo con l’Atto Costitutivo, l’Associazione “persegue le seguenti finalità:

  • 1. sensibilizzazione ed educazione missionaria;
  • 2. sensibilizzazione alle tematiche di giustizia sociale, mondialità, dialogo interculturale e interreligioso, solidarietà tra i popoli;
  • 3. formazione ed animazione di istituzioni scolastiche e di altre realtà sociali ed aggregative;
  • 4. traduzione del carisma saveriano nella vita di quanti intendono ispirarvisi”.

Richiedenti asilo, cristiani e musulmani, organizzano presepio vivente

  • DON FRANCO BONTEMPI (A CURA DI)
  • ESENTA DI LONATO (BS), 28 DICEMBRE 2016.

Mentre alcuni insegnanti e dirigenti scolastici impediscono, per un malinteso concetto di laicità, l’esibizione di presepi nelle rispettive classi e/o istituti, don Franco Bontempi, parroco di Esenta di Lonato (Bs), ci invia questa “buona notizia”: richiedenti asilo, cristiani e musulmani, coinvolti nell’organizzazione del tradizionale presepio vivente. Finalmente un’idea di libertà religiosa declinata positivamente, dove le religioni diventano artigiane di pace.

Terra di immigrazione e di contrasti, anche a Natale. Se nella zona della bassa pianura insegnanti e dirigenti scolastici hanno cambiato o tolto le parole ai tradizionali canti religiosi del periodo delle festività, come avvenuto a Flero e Pontevico, a Esenta di Lonato sul lago di Garda il parroco don Franco Bontempi ha coinvolto nell’organizzazione del presepio vivente una quindicina di richiedenti asilo, sia musulmani sia cristiani, trasformandoli nei Re Magi, in ligi soldati romani, in un banditore chiacchierone e persino in un opulento sceicco. E loro, giovani venuti da lontano, si sono resi protagonisti di alcune coinvolgenti performance attoriali, andate in scena il giorno di Santo Stefano.

E pensare che non si tratta di semplici richiedenti asilo, bensì di alcuni membri del gruppo di giovani che lo scorso 3 maggio per un paio di ore ha bloccato la strada tra Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova, e Lonato, all’altezza di Esenta e della località Cominello. Gli extracomunitari, quasi tutti dai 20 ai 30 anni e africani, protestavano contro la notifica di espulsione dall’Italia, di tre ospiti della struttura dove vivono. Si sono anche lamentati del livello di ospitalità e non ultimo del cibo.

Ma ieri, coloro che solo pochi mesi fa hanno gridato al mondo la loro rabbia e frustrazione si sono mostrati felici di essere parte di una comunità.

Una comunità cattolica, che li ha accolti a braccia aperte. Bianchi e neri, cristiani e musulmani hanno partecipato a uno dei momenti più belli del Natale: ovvero la messa in scena della nascita di Gesù Bambino. “Lo scorso anno qualcuno di questi giovani si era avvicinato al gruppo che organizza il presepio – spiega don Franco – e poi alcuni hanno cominciato a venire a giocare a pallone in oratorio. Quando si è svolta la protesta ho pensato che fosse il momento di fare qualcosa. Ho proposto loro di fare parte della nostra rievocazione. Più di quindici hanno accettato. Alcuni sono cristiani e altri musulmani. Anche chi crede nell’islam conosce la figura di Cristo, ritenuto un profeta”.

Don Franco e i parrocchiani di Esenta, che da anni organizzano il presepio vivente, si sono dimostrati cordiali e desiderosi di incontrare i nuovi residenti. “I richiedenti asilo sono diventati parte del gruppo – rimarca il prevosto – e chi conosce l’italiano ha recitato nella nostra lingua”.

Le iniziative non si concluderanno perché presto sarà formato un gruppo teatrale misto e perché per gli stranieri inizieranno lezioni di italiano e di mestieri tradizionali bresciani in oratorio.

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