Logo saveriani - Italia

Due donne Rom in trappola

Due donne Rom in trappola

Alla vigilia della Quaresima, due dipendenti di un supermercato di Follonica (Gr) sorprendono due donne Rom intente a frugare in una gabbia di rifiuti e prodotti fallati. Dopo averle rinchiuse all’interno dello spazio in cui si trovavano (una sorta di gabbia metallica), i due iniziano a deriderle, filmando la loro reazione disperata e postandola su FB, suscitando contrastanti reazioni e non pochi applausi, tra i quali quello di Matteo Salvini. Qui di seguito la presa di posizione di alcuni amici dei Rom della Toscana che hanno voluto commentare la triste vicenda, con questa lettera inviataci da d. Agostino Rota Martir di Pisa.
  • PISA, 28 FEBBRAIO 2017.

La vicende delle due donne Rom rinchiuse in una gabbia per la raccolta di cartone e di materiale buttato tra i rifiuti di un supermercato a Follonica, ha suscitato contrastanti reazioni, moltissime sui social media, meno sui quotidiani. Ammirevoli alcune […], come quella del sindaco della stessa Follonica che ha condannato senza alcuna riserva il gesto, le parole di un prete intervistato (di Follonica?) che ha manifestato il suo sbigottimento per quel gesto, come pure l’immediata presa di posizione della direzione del supermercato.

Ma non si contano quanti hanno applaudito i sequestratori, andando ben oltre un semplice commento di irrisione. A distanza di pochi giorni la notizia è scomparsa, già rimossa.

Gli autori di questo gesto hanno anche voluto filmare la scena con le grida disperate delle due povere donne in trappola, mentre i dipendenti si divertivano e ridevano soddisfatti e hanno postato il filmato su FB come fosse un trofeo di vittoria, disprezzo e intolleranza da immortalare e sventolare. Anche facendo le debite differenze, la spettacolarizzazione e l’esibizione delle sofferenze e dell’umiliazione di queste due donne Rom, richiama l’esposizione e l’esecuzione pubblica dei loro ostaggi da parte di gruppi e movimenti che hanno fatto della disumanizzazione di chi non è come loro, uno strumento di minacciosa propaganda e violenze. […]

C’è materia su cui riflettere molto. La dignità di due povere donne è stata umiliata, calpestata, derisa e non sono molti i movimenti e le associazione in difesa della donna che hanno sentito il bisogno di fare sentire la loro voce, contro un maschilismo così becero, arrogante e xenofobo. Anche lo scarto, la spazzatura di un centro commerciale, hanno più importanza delle persone e della loro dignità, soprattutto se si tratta di due donne Rom. Gli scarti di un centro commerciale vanno tutelati, più degli scarti umani che la nostra società produce. “Non potete servire Dio e la ricchezza” (Mt 6,24). […]

Per la comunità cristiana, servire Dio porta a sentirci custodi dei nostri fratelli e alla luce del Vangelo di Gesù, soprattutto dei più deboli, dei poveri, degli ultimi. Servire Dio nell’umanità.

Fingere di servire Dio, porta facilmente un credente a sostituire la cura del fratello, con la custodia di altre cose. Invece di custodire i fratelli, rischiamo di fare spazio solo a cose, oggetti, proprietà. E i poveri, i migranti, i Rom diventano, in questa prospettiva, dei concorrenti anche per la spazzatura, degli intralci al nostro benessere e dominio, al nostro stile di vita da salvaguardare, costi quello che costi, per cui si arriva a considerare normale le trappole per i Rom.

Dio sempre include, abbraccia, rialza chi è caduto, libera i prigionieri, ascolta i deboli. Mammona (la ricchezza), invece esclude, divide, ingabbia, crea disparità e produce persone indifferenti e incapaci di ascoltare il grido di sofferenza e di disperazione che oggi soprattutto è quello dei migranti, ingabbiati nei centri di accoglienza, a causa delle nostre paure e di un sistema che produce poveri e ne mortifica la speranza, abbandonandoli alla mercé di interessi economici subdoli, a volte camuffati di servizio sociale. È lo stesso grido di aiuto e disperazione di tanti Rom quando vengono sgomberati dalle loro povere baracche, abbattute senza pietà e vengono espulsi dalle città in nome degli idoli della sicurezza, del decoro dell’arredo urbano, dell’ordine disumano che vi regnano. Le stesse politiche sociali, nazionali e locali, che dovrebbero integrare i Rom, si rivelano, per lo più, come ulteriore gabbia non meno violente e progettate solo per controllare, opprimere ed escludere un mondo visto con gli occhi dell’intolleranza e della diffidenza.

Come rispondere a questa deriva di pregiudizi, intolleranza, negazione di chi appare diverso?

Non ci sono ricette precostituite, né soluzioni facili specie oggi che comportamenti come questi del supermercato di Follonica contro le due donne Rom, sembrano trovare l’approvazione di tanti. Deve restare però come punto di partenza fermo, la scelta di campo: la scelta di stare dalla parte dei poveri, dei deboli, degli scartati, di quelli che per vivere, hanno persino bisogno di rovistare, rischiando aggressioni e violenze, tra la spazzatura di un supermercato. […]

La comunità cristiana inizia il cammino quaresimale con l’imposizione della cenere sulla nostra testa, ci auguriamo […] che siano i poveri, gli scartati, gli ingabbiati a mettere sul nostro capo la cenere e pronunciare: “Convertitevi, e credete al Vangelo!”.

AGOSTINO ROTA MARTIR (PISA), MARCELLO PALAGI (CARRARA), FRANCA FELICI (CARRARA), P. LUCIANO MELI (LUCCA).

Condividi

Stampa

Per abbonarsi a MissioneOggi

OnLine

€20,00

  • IN TUTTO IL MONDO
  • 1 anno
  • Versione Cartacea
  • Versione Digitale/OnLine
  • Archivio Digitale

Cartaceo + OnLine

€35,00

  • IN ITALIA
  • 1 anno
  • Versione Cartacea
  • Versione Digitale/OnLine
  • Archivio digitale

Sostenitore

€50,00

  • IN ITALIA
  • 1 anno
  • Versione Cartacea
  • Versione Digitale/Online
  • Archivio Digitale
  • Banning Poverty 2018
  • Banche armate
  • Campagna Stop TTIP
  • Campagna italiana contro le mine
  • Editrice Missionaria Italiana
  • Nigrizia
  • Mosaico di pace

Questo sito utilizza cookies secondo la privacy, copyright & cookies policy. Cliccando "OK" l'utente accetta detto utilizzo.