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Uomo, presbitero e giornalista

Uomo, presbitero e giornalista
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Il 27 marzo è salito al cielo don Adriano Toniolo. Due giorni dopo, nella chiesa di Costabissara, mons. Beniamino Pizziol, insieme al saveriano mons. Giorgio Biguzzi vescovo emerito della diocesi di Makeni in Sierra Leone, ha celebrato il rito delle esequie. Chi era don Adriano?

Classe 1939, era nato a Velo d’Astico. Ordinato sacerdote a Vicenza il 24 giugno 1962, dal 1977 al 1985 è stato direttore del settimanale diocesano “La Voce dei Berici”, di cui era collaboratore dal 1967. Nel 2004 è nominato addetto all’Ufficio Stampa diocesano. Per molto tempo ha insegnato religione in diverse scuole pubbliche. Per vari anni ha lavorato come giornalista al Giornale di Vicenza. Lo ricordiamo con queste testimonianze.

Per gli altri metteva la faccia

Don Adriano era un presbitero, ma prima ancora un uomo che amava vivere tra la gente della “sua” Costabissara. Sapeva ascoltare e capire i giovani. Negli anni ’70 fondò un giornalino, mentre nella “Voce” diede spazio ai ragazzi. Con gli anziani trascorreva pomeriggi a farsi raccontare storie di vita passata, magari davanti a un piatto di pane e soppressa e a un buon bicchiere di vino.

Disponibile e di una generosità disarmante, aveva anticipato di vent’anni i “centri di ascolto”. In redazione come in parrocchia passava un insieme incredibile di umanità, che sapeva di trovare non solo la parola di conforto, ma un aiuto concreto. A tutto trovava una soluzione. Non chiedeva mai per se stesso, ma per gli altri ci metteva la faccia.

Colpito dal “mal d’Africa”, assieme al gruppo missionario del paese, non cessò mai di sostenere i saveriani sparsi per il mondo. Raggiunta la pensione continuò a scrivere di ciò che lo appassionava: natura, storia, vita dei santi e tradizioni della civiltà contadina.

Era fuori dagli schemi, ma non ha mai smesso di essere prete. Con la sua penna, il profondo senso della carità e dell’amicizia, ha dato molto alla chiesa vicentina.

  • Da: La Voce dei Berici, 2 aprile.

Grande amico della Sierra Leone

Abbiamo perso un grande amico che ha voluto tanto bene a noi missionari e alla popolazione della Sierra Leone. Ricordiamo con riconoscenza le numerose visite fatte alla nostra missione con un’altra nostra grande amica, Adelina De Boni.

Visite frequenti e aiuti

Visitare la missione voleva dire rendersi conto della situazione e incontrare tanti bambini di cui spesso lui stesso voleva prendersi cura.

Naturalmente, non veniva mai a mani vuote. Portava con sé tanti piccoli doni graditi dalla gente. Ma la sua opera a beneficio della missione non si fermava qui. E dopo i viaggi continuava a farsi grande benefattore. Come giornalista, con i suoi frequenti articoli faceva conoscere le realtà e i tanti bisogni del lavoro missionario. Chiedeva con gentile insistenza la collaborazione della gente in Italia a dare una mano generosa per lo sviluppo umano, sociale e religioso della Sierra Leone.

Era un grande animatore del gruppo missionario della parrocchia di Costabissara, dove lui risiedeva. Ogni anno faceva pervenire il frutto delle raccolte di cibo, vestiario e materiale sportivo che metteva in vari bidoncini di plastica.

Concreta carità cristiana

Non mancava poi, durante ogni estate, la tradizionale riunione dei missionari sierraleonesi in vacanza in Italia, con i tanti amici e collaboratori. Questo aiutava a tenere acceso l’interesse di tanti a continuare nel tempo questa preziosa collaborazione.

Dietro a tutte queste attività c’era la mano gentile e laboriosa della nostra Adelina De Boni, che ha saputo organizzare e promuovere tutto questo impegno a favore della missione con sapienza, decisione e competenza.

Grazie di cuore don Adriano da parte nostra e di tutte le persone che hanno goduto di tanto amore e concreta carità cristiana.

  • p. ANTONIO GUIOTTO, sx

Don Toniolo parlava con il cuore…

È quanto mai vivo il ricordo di p. Vittorio tra i giovani temne di Makeni. Si sedeva lì, in mezzo a loro e sorridendo ascoltava e chiedeva la traduzione da un missionario. Poi voleva sapere la storia della loro vita… Quando veniva a sapere delle difficoltà di uno si preoccupava di aiutare, di intervenire.

Era sorprendente come sapesse mettersi nei loro panni. Parlava non con la bocca, ma con il cuore. Qui ha lasciato un po’ di cuore nella mente di questi giovani. Se non aveva, lì per lì, l’aiuto concreto allora chiamava la sua segretaria Adelina De Boni: “Prendi nota. Dobbiamo mandare questo e questo…”  E  “questo e questo” sono sempre arrivati nei fustini della signora Adelina. 

C’era dentro la gioia di tante persone, a cui don Adriano ha insegnato che “la gioia vera è quell’unica cosa che siamo sicuri di possedere quando la diamo ad altri”. Ricordo la felicità dei bambini quando sono arrivati i fustini pieni di palline da tennis. È rimasta impressa una frase che don Adriano amava ripetere: “Anche i poveri hanno il diritto di divertirsi!”.

Carissimo don Adriano quanta gioia ci ha mandato! Preghiamo per te. Molti pregheranno in arabo, perché sono musulmani. Ma tu volevi bene a tutti.

“Grazie don Adriano-Momo yo! Momo yo!”.

  • p. VITTORIO BONGIOVANNI, sx.

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