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Una terra tanto distante e tanto vicina a noi!

Una terra tanto distante e tanto vicina a noi!
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L’esperienza in Albania ci ha fatto incontrare il vissuto di persecuzione portato avanti per più di 45 anni dal dittatore Enver Hoxha. La crudeltà del suo regime ha seminato profonde ferite. Dal 1945 l’Albania è stata dichiarata stato comunista e nel ’67 si è autoproclamato primo stato ateo al mondo. Un’efferata politica di controllo.

Per darvi un’idea, vi raccontiamo solo una tra le tante vicende, quella di una giovane mamma che voleva ricordare ai suoi bambini la festa del Natale cristiano. In segreto, il 25 dicembre, aveva preparato delle piccole caramelline per fare un po’ di festa e disse ai figli: “Oggi è nato Gesù”. All’indomani, a scuola, la maestra ha chiesto a uno dei figli (per controllare) che cosa avessero fatto il giorno prima e lui, ingenuamente, aveva raccontato tutto. Quel bambino tornato a casa non ha mai più rivisto sua madre. L’annullamento della pratica religiosa cristiana ha fatto cadere i valori della solidarietà, del perdono, della condivisione, impoverendo la società albanese.

Il 2 agosto, a Udine, ci siamo ritrovati in 10 per un’esperienza che ha cambiato molti di noi. Dopo un lungo viaggio raggiungiamo finalmente il piccolo paese di Bardhaj. Nei sei giorni successivi, al mattino, aiutavamo le famiglie, portando viveri e giocattoli per i bambini. Abbiamo rimesso in sesto un’abitazione quasi fatiscente, dove alloggiavano due anziane sorelle. I pomeriggi erano più leggeri, aiutavamo le sorelle nelle mansioni domestiche e visitavamo la vicina città di Scutari.

p.4 AlbaniaIn sette giorni abbiamo visto tanti luoghi, tanti volti, famiglie e occhi. Si dice che siano lo specchio dell'anima. Esprimevano speranza e fiducia nel prossimo. Tante famiglie sembravano rassegnate verso la vita. Gli occhi che ho incrociato in quella sola settimana hanno causato in me un cambiamento interiore, mi hanno smosso. Vent'anni della mia esistenza non sono bastati per ottenere questo stesso risultato.

Eravamo a contatto, in Albania, con una realtà così distante, eppure così vicina alla nostra Italia! Sin dal mattino, quando ci alzavamo, lo toccavamo con mano. Molte famiglie di Bardhaj scarseggiano di letti e non solo. Abbiamo visto catapecchie che loro chiamano timidamente casa.

In una sola settimana ci siamo immersi non solo in quella realtà sociale, ma nella cultura, cucina, storia e tradizioni albanesi. Il primo giorno ci è stato chiesto quali fossero state le nostre emozioni e impressioni nei confronti di quelle famiglie. Ho risposto: "rabbia!". Molte famiglie, nonostante tutto, fanno prevalere la speranza di un futuro migliore, anziché limitarsi al solo rancore.

Siamo stati ospitati dalle suore Teresa e Francesca, due donne eccezionali, che trasmettono passione in ciò che fanno quotidianamente per quel piccolo quartiere di Scutari, rendendolo più umano. Anni fa, Madre Teresa di Calcutta disse a Teresa: "In Albania, Dio ha fame".

Questa esperienza è stata più significativa di molti altri luoghi e vacanze. Semmai un giorno dovessi scegliere tra andare alle Hawaii o tornare lì, la mia scelta sarebbe senza dubbio l'Albania.

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