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Una tappa dopo l’altra

Una tappa dopo l’altra
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La storia si costruisce con momenti differenti, a volte semplici e ordinari, altre volte forti ed emozionanti. È il nostro caso. Una forte gioia ci ha pervaso domenica 1° ottobre, all’inizio del mese missionario e festa di S. Teresa del Bambin Gesù, patrona delle missioni.

Una grande celebrazione

Da varie parti della Lombardia e del Veneto sono arrivati 4 pullman di pellegrini e fedeli per celebrare - nel santuario “San Guido Conforti”, a Parma, la sessione conclusiva del Processo rogatoriale diocesano in vista della beatificazione di tre Saveriani, fr. Vittorio Faccin, p. Luigi Carrara e p. Giovanni Didonè e del diocesano Abbè Joubert, uccisi in Congo il 28 novembre 1964.

Il processo canonico ha seriamente esaminato il “presunto” martirio di 4 uomini che si trovavano in missione e che furono uccisi - in odio alla fede - durante una guerra condotta dai guerriglieri maoisti simba. La celebrazione nel santuario Conforti ha voluto formalmente e ufficialmente chiudere la fase investigativa diocesana.

 Tutto è cominciato in Congo

al timbri martiriIl processo principale era però iniziato in giugno, ad Uvira, sede episcopale di quella diocesi del Congo. Qui sono avvenuti i fatti dolorosi e si trovano i resti mortali dei quattro. In quella terra ci sono anche tanti elementi che testimoniano quanto avvenne allora: i testimoni oculari, le persone che si tramandano il ricordo dei fatti avvenuti e, soprattutto, i luoghi del martirio.

Questo processo non si poteva chiudere in Africa. Tre dei nostri uomini erano nati, cresciuti e diventati missionari in Italia, in particolare a Vicenza, Bergamo, Padova e Parma. Era lì che nel 1964 era giunta la notizia della morte. Lì erano vivi i rispettivi famigliari - i genitori in particolare - i formatori e i compagni di missione, ora anziani.

Sessioni dislocate…

Ecco allora che la diocesi di Uvira ha chiesto un supplemento di indagini, un “processo rogatoriale” da stabilirsi a Parma, ma con sessioni dislocate anche nei territori di Bergamo e Vicenza. Il tribunale supplementare si è quindi radunato - su decisione del vescovo Solmi - sia a Parma, che ad Alzano, che a Vicenza, per ascoltare altri testimoni.

Questo “processo rogatoriale” si è chiuso a Parma all’inizio del mese di ottobre. A nome del vescovo di Parma, ha presieduto il suo Vicario generale, don Valentini. Accanto a lui il Vicario generale dei saveriani, p. Mula, i due giudici del tribunale, il Postulatore generale dei Saveriani, p. Camera, il notaio del processo, p. Viola. C’era anche il cancelliere vescovile, don Genovesi, e numerosi concelebranti, tra cui il Delegato vescovile don Angelo Tamani e il promotore di giustizia (il cosiddetto Avvocato del Diavolo), mons. Del Sante.

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