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Sara, e l’acqua al pozzo

Sara, e l’acqua al pozzo
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“Dammi da bere”. Quante volte ho sentito queste parole da quel giorno in cui ho incontrato Gesù. Me lo ricordo come se fosse adesso. Era quasi mezzogiorno. Stavo andando ad attingere l’acqua al pozzo, come ogni giorno, con la mia brocca. Quando arrivo, c’era un uomo che non avevo mai visto. Mi chiede da bere. Io faccio finta di non sentire, ma lui insiste e così iniziamo a parlare di tante cose. Mi fa raccontare tutta la mia vita.

 Anche quando ero piccola, la mamma mi mandava a prendere l’acqua al pozzo. Per me era un gioco. C’era sempre qualche ragazzino che mi prendeva in giro. Volevano da bere, dopo che avevano giocato. E io, volentieri, riempivo le loro mani e loro si bagnavano felici, bevendo l’acqua della vita. Così ho continuato fino ad oggi. Un giorno uno di questi mi disse che, diventata più grande, avrei incontrato qualcuno che mi avrebbe chiesto da bere. Io non ci feci caso, ma lui insistette, dicendomi: “Sara, quello che incontrerai, sarà qualcuno di importante. Dagli da bere e ascolta le sue parole”.

 E così passarono i giorni, i mesi, gli anni. La mia vita era diventata un po’ speciale. Non riuscivo a volere bene a nessuno. Forse non capivo bene cos’era l’amore, fino a quel giorno in cui ho incontrato Gesù, che mi ha chiesto da bere. A mezzogiorno, vicino al pozzo, è nata la nuova Sara. Ho bevuto anch’io l’acqua della vita. Lui mi ha detto di continuare. Ed è quello che farò tutti i giorni, vicino al pozzo, dove chi ha sete, mi dirà. “Sara, dammi da bere”.

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