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Non si rinuncia alla speranza

Non si rinuncia alla speranza
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SUD/NORD NOTIZIE 

Impegni di pace

  • Sud Sudan: quattro priorità. “Sei anni dopo l’indipendenza, la crisi umanitaria del Sud Sudan è peggiore che mai, con gravi violazioni dei diritti umani e una persistente brutale guerra civile”. Lo dice mons. Kussala, vescovo di Tombura-Yambio. E continua: “Nonostante tutto, ci sono molte persone, di tutte le religioni, che non hanno rinunciato alla speranza”. Servono un cessate il fuoco totale, un dialogo nazionale, una dichiarazione di fallimento nazionale del Paese e preghiera senza sosta per la pace.
  • Congo RD: sì alle elezioni. “Abbiamo parlato di elezioni, che si terranno entro il 2017”. Lo afferma mons. Marcel Utembi, arcivescovo di Kisangani e presidente della Conferenza episcopale del Congo (CENCO), dopo un incontro con il presidente Kabila. Ma rimangono forti dubbi. Intanto, nella regione del Gran Kasai, è in atto una crisi violenta. Da un anno, quando un capo locale è stato ucciso dalle forze armate congolesi, la popolazione è rimasta coinvolta in scontri brutali. Oltre un milione di persone sono fuggite dalle loro case.
  • Colombia: atto storico. Le Farc, il gruppo di guerriglia più vecchio del continente, non esisteranno più. Hanno consegnato, si spera definitivamente, le armi (oltre settemila) all'Onu. Uno degli esponenti Farc, ha detto che "la gente vedrà un'organizzazione rivoluzionaria impegnata per la pace, pronta poi a entrare in politica".

Bisogna muoversi!

  • G20: altra occasione persa. In occasione del G20, chiuso al ribasso, Medici Senza Frontiere (MSF) ha chiesto ai leader di affrontare urgentemente questioni cruciali come le infezioni farmaco-resistenti, inclusa la tubercolosi (TB), e gli attacchi alle strutture e al personale medico durante i conflitti. Bisogna trasformare le parole in interventi concreti. 
  • Aiutarli a casa loro. In Uganda, la mancanza di acqua e ciborischia di far scoppiare un’emergenza medica fra i rifugiati in fuga dalle violenze in Sud Sudan. MSF chiede alla comunità internazionale di rispettare gli obblighiverso i rifugiati nel paese africano che ne ospita il maggior numero. Inoltre, esorta ad aumentare l’attenzione sui tanti sopravvissuti tra migranti e rifugiati in arrivo in Europa. Si calcola che il 25% di richiedenti asilo e rifugiati in tutto il mondo siano stati vittime di tortura.
  • Brasile: altro contadino ucciso. Dopo il massacro del 24 maggio di 10 contadini a Pau D'arco, nello stato brasiliano del Para, un altro lavoratore rurale è stato ucciso nella stessa regione. Era membro della "Lega dei contadini poveri". La Commissione per la Pastorale della Terra (CPT) segnala la mancanza di una politica nazionale di riforma agraria. Per anni, gli insediamenti sono diminuiti mentre il conflitto aumenta e anche la certezza dell'impunità.
  • p.6 Maria de Jesus foto Estefania LopCamMessico: indigena candidata. Una donna indigena è in corsa per le presidenziali 2018. Fa parte del Congresso nazionale degli indigeni, partito che da 20 anni si batte per i diritti delle minoranze native. Si chiama Maria de Jesus Patricio Martinez, soprannominata “Marichui”. È un medico e lavora nella sua comunità natia, quella dei Nahua. Intende impegnarsi per rafforzare le conquiste ottenute in questi anni, ma anche per ridurre discriminazioni e ingiustizie, come la confisca della terra.

MISSIONI NOTIZIE

A proposito di noi…

  • Missione Oggi: nuovi appuntamenti. 
    La rivista dei saveriani “Missione Oggi” propone una serie di incontri, in occasione del Festival della missione, previsto a Brescia dal 13 al 15 ottobre. Riportiamo i primi appuntamenti che si terranno nel complesso di San Cristo, a Brescia.
    p.6 MO maggio giugno

- Venerdì 29 settembre, ore 20.30 - Cortometraggio “Il popolo della croce / Vita di Matteo Ricci in tre episodi”. Regia di Maurizio Pasetti, sceneggiatura di Giuseppe Marchetti.

- Mercoledì 4 ottobre 2017, ore 18 - Presentazione del libro di Luca Baccelli “Bartolomé de Las Casas. La conquista senza fondamento”. Dialoga con l’autore Roberto Cammarata (Università degli Studi di Milano). Modera p. Mario Menin (direttore di Missione Oggi)

- Giovedì 5 ottobre 2017, ore 20,30 - Teatro “Bartolomé de Las Casas. Da cappellano dei conquistadores a difensore degli indios” di Giuseppe Marchetti, con Luciano Bertoli.

- Da venerdì 6 a venerdì 27 ottobre - Mostra “Perdono e Riconciliazione” della rivista Missione Oggi.

Ricordiamo che l’ultimo numero è dedicato al tema: “Solidarietà internazionale, quale missione?”. Per informazioni: www.missioneoggi.it

  • Padre Giovanni Abbiati, saveriano lombardo missionario in Bangladesh, non c'è più da qualche anno (2009), scomparso dopo un tragico incidente stradale. Ma di lui rimane tanto, perché solo il seme che muore porta frutto... Conoscete la sua storia attraverso questo video: guarda qui Fa parte del sito http://www.padregiovanniabbiati.it/ che familiari e amici hanno aperto per ricordarlo, raccogliere, conservare e mettere a disposizione di chiunque sia interessato la documentazione a lui inerente.

Religione e sicurezza

  • Iraq: “torniamo a Mosul”. Dopo la liberazione di Mosul dall’Isis, la priorità è fare in modo “che tutti gli sfollati e i figli di ogni religione, in particolare i fratelli cristiani, ritornino alle proprie case, perché la risposta più efficace a Daesh è quella di vivere insieme”. Così il primo ministro iracheno Haider al Abadi che ha detto essere un compito del proprio governo proteggere i cittadini a prescindere dalla loro appartenenza etnica e religiosa, combattendo ogni discriminazione e favorendo la convivenza.
  • p.6 leader religiosi a Rabat MaroccoConvegno in Marocco. L’estremismo religioso si afferma laddove lo stato è assente e i giovani sono abbandonati a se stessi, senza istruzione e possibilità di impiego. Di ciò hanno discusso leader religiosi ed esperti in un recente convegno in Marocco. La questione religiosa non c’entra quasi mai, perché spesso si tratta di giovani che sanno poco della loro religione. La collaborazione tra comunità religiose diverse dovrebbe essere rafforzata, perché l’Africa è stata da sempre un continente di pacifica accettazione e cooperazione. Il terrorismo non deve cancellare questa specificità.

In ricordo di…

  • p.6 Dias foto2Mentre piangiamo don Luis Lopez Villa, 71 anni, ucciso da criminali in Messico, e le missionarie comboniane suor Luisa Manuel, mozambicana di 47 anni, e suor Giuseppina Lupo, italiana di 37 anni, morte in Brasile in seguito ad un incidente stradale, ricordiamo Giovanni Franzoni e le sue prese di posizione sulla chiesa dei poveri, sul dialogo con i comunisti, sull’ecologia, sulla nonviolenza e la pace, perseguita con sincerità, coraggio e con la coscienza di una fede sincera. Vedi: http://www.mosaicodipace.it/mosaico/a/44573.html

Il 19 giugno è morto a Roma il cardinale Ivan Dias, 81 anni, prefetto della congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli dal 2006 al 2011. Arcivescovo di Bombay (India), era nato a Mumbai il 14 aprile 1936.

 MESSAGGIO ALLE CHIESE

Una nuova coscienza universale

RENATO PICCINI

La cosiddetta “crisi migratoria” è il tema del momento. È “la tempesta perfetta” per la barca senza timone né rotta dell’Unione Europea.

L’UE si chiude sempre più a difesa di interessi economici e politici e propone assurdi alibi per decisioni che suonano come condanna a morte per chi, in cerca di vita lontano dalla sua terra, trova la tomba tra le acque dell’indifferenza e dell’egoismo. Si delega la “sicurezza” delle frontiere europee a paesi che non danno alcuna garanzia di democrazia, né di rispetto dei diritti umani (Libia, Turchia…).

L’Europa si presenta sempre più come una fortezza chiusa e ostile, incapace di una risposta solidale e umanitaria, lontanissima da quella comunità politica e sociale capace di far fronte, unita, alle varie emergenze all’insegna dei diritti umani per tutti… una delle motivazioni forti di chi l’ha sognata e voluta.

Si è giunti al punto di criminalizzare la solidarietà nel suo aspetto più elementare: dar da mangiare a chi ha fame. È questo l’unico modo per affrontare una problematica che non vedrà mai una fine nell’attuale geopolitica mondiale? È proprio impossibile mettere in atto strategie di giustizia e solidarietà contro le tattiche di morte? È possibile, da posizioni istituzionali, affrontare la situazione con uno sguardo finalizzato al rispetto dei diritti umani?

Bisogna cambiare rotta. È quello che sta facendo il governo della Bolivia, che ha indetto una Conferenza mondiale dei popoli per un mondo senza muri verso la cittadinanza universale, di cui in Italia si è saputo poco, con la partecipazione di cinquemila persone di 45 paesi (vedi http://www.fondazionegpiccini.org).

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