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Marce e riflessioni di pace

Marce e riflessioni di pace
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Il 31 dicembre a Ravenna, vigilia della 51°Giornata mondiale della Pace (sul tema “Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace”), si è tenuta la tradizionale marcia per la pace, con i palloncini e la scritta “pace”, a guida di monsi. Lorenzo Ghizzoni. È stata promossa dall’Ufficio della pastorale sociale e del lavoro. Siamo partiti alle 15 dalla chiesa di San Rocco per concludere nel piazzale della chiesa dello Spirito Santo.

Era la quarta marcia della pace celebrata a Ravenna, ha ricordato il vescovo mons. Lorenzo. A ognuna delle cinque tappe della marcia è stato letto un brano del messaggio del Papa ed era previsto il saluto di un rappresentante di una comunità religiosa o cittadina. Davanti a San Rocco, ha iniziato il vescovo Ghizzoni, a nome della chiesa cattolica di Ravenna. Nel piazzale di San Francesco, l’imam Moustapha Soufì della moschea di Ravenna, ha invitato a scuotere la palma dei datteri, come Maria nel Corano, per avere frutti di pace. Davanti alla Caritas, c’era don Alain Gonzalez Valdès, con i giovani ospiti richiedenti asilo di una cooperativa sociale. A piazza del Popolo, un consigliere comunale ha ricordato i principi della costituzione, che valgono per ogni persona.
La marcia si è conclusa davanti alla chiesa di Santo Spirito, con il rappresentante delle comunità ortodosse che celebrano in città. Al via del vescovo si sono liberati i palloncini. Io l’ho portato a casa per metterlo ai piedi di Gesù, “principe della pace”, come dice il profeta Isaia.

rmg ForliA Forlì, il vescovo ha consegnato il messaggio 2018 al sindaco e al vice prefetto davanti a san Mercuriale, ricordando i due patti da firmare all’ONU per rendere le migrazioni sicure. Lungo la strada, il cartellone del tema della giornata “Migranti e rifugiati”, era preceduto dalla lampada della pace di Betlemme, mentre erano letti vari brani del messaggio. In Duomo, mons. Franco Appi ha ricordato il codice di Camaldoli del 1943 per l’impegno sociale dei laici in politica. Roberto Ravaioli, responsabile degli emigrati, ha ricordato i quattro verbi del messaggio: “Accogliere, proteggere, promuovere, integrare”. 1. Accogliere per la tutela dei diritti umani dei migranti 2. Proteggere chi fugge da un pericolo reale che li schiavizza 3. Promuovere lo sviluppo umano e culturale dei bambini e giovani. 4. Integrare con 20 azioni i quattro verbi nelle politiche pubbliche, per superare l’indifferenza della globalizzazione con una politica realista. Il cammino della pace è lungo e impegnativo per tutti.

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