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Il ricordo di p. Rovedatti

Il ricordo di p. Rovedatti
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Il giorno dopo il mio arrivo a S. Paolo in Brasile, p. Zanchi m’invitò a visitare p. Domenico Rovedatti. Era ricoverato all’ospedale, assistito dal nipote giunto dall’Italia per essergli d’aiuto e di conforto. Mi disse: “Gli hanno tagliato la gamba, dopo altri vari interventi, per tentare di salvargli la vita”. Non lo conoscevo di persona, ma sapevo che aveva svolto la sua attività missionaria in Cina. Dopo l’avvento del comunismo, espulso da quel Paese, fu inviato in Brasile.

Nato a Morbegno, dopo mons. De Martino di Como, è stato il secondo missionario saveriano comasco. Conosciuto e amato dai suoi parrocchiani, che lo seguirono sempre con l’aiuto e l’affetto, lasciò la sua terra per altri mondi. Ordinato presbitero nel 1938, raggiunse la missione nell’Honan, in Cina. Amò i piccoli e, in Brasile, per loro costruì un asilo, dove nasceva e fioriva la speranza di una vita serena e forte in mezzo a una società di disamore e disprezzo per la vita. Morì nel maggio del 1982 a S. Paolo del Brasile e la sua salma si trova a Londrina. Il tempo passa, vive nella nostra memoria, soprattutto là dove s’è accesa una fiammella di bontà che illumina ogni persona di buona volontà. Ḕ l’eternità della storia della salvezza che si snoda nel tempo e che unisce tutti coloro ai quali Cristo ripete il suo comando: “Andate in tutto il mondo e insegnate...”. Così fece p. Domenico. Siamo sempre vicini ai suoi familiari con l’affetto e la preghiera.

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