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Il capitolo generale dei saveriani

Il capitolo generale dei saveriani

Cari amici di “Missionari Saveriani”,
approfitto di questa opportunità per salutarvi tutti, anche a nome degli altri rappresentanti del Consiglio generale. La durata normale del mandato della Direzione generale è di sei anni ma, come sapete, la morte del carissimo superiore p. Luigi Menegazzo ha anticipato il termine di due anni e mezzo. Nei momenti lieti come in quelli difficili e incerti, sempre abbiamo sentito vicino l’amicizia e la preoccupazione affettuosa di tutti voi. Grazie!

Da soli possiamo poco

 Spesso noi missionari pensiamo di essere i protagonisti che fanno tutto. Ma, dando per certa l’opera costante e indubbia del Signore e del suo Spirito, che saremmo noi senza di voi? Senza il vostro appoggio, spirituale, ma anche concreto, cosa avremmo potuto fare noi?

Il Signore sta compiendo tanto bene in giro per il mondo, anche attraverso i vostri figli, fratelli, amici saveriani! In questi tre anni e mezzo li abbiamo visitati e visti direttamente all’opera, con il loro entusiasmo vissuto prima di tutto in comunità, e poi nella comunità più ampia dei vicini, simpatizzanti, amici, molti di loro non-cristiani…

Comunità saveriane multi-culturali

Oggi, i saveriani provengono da diverse nazioni e culture, con la “presunzione” di stare rappresentando una comunità come quella dei primi cristiani, uniti dall’unico legame forte con Gesù; presunzione che poi si fa messaggio di fraternità molto più convincente e attraente: diviene annuncio!

Noi missionari italiani stiamo invecchiando e diminuendo. La nostra famiglia, nei suoi membri, è sempre più interculturale. Il sentirci fratelli anche tra persone di diversa mentalità e cultura, il “fare famiglia”, come ci chiede il fondatore, farà sbocciare il Regno di Dio là dove il Signore ci ha chiamati.

Non dobbiamo indugiare!

Lo scorso capitolo generale della congregazione, svoltosi nel luglio del 2013, ci aveva invitato a recuperare il nucleo della nostra vocazione, “il primo annuncio di Gesù Cristo ai non-cristiani”.

Lungo gli anni, spesso e volentieri, abbiamo intrapreso opere e azioni che a volte non erano del tutto essenziali e in sintonia con il nostro carisma… L’ultimo capitolo ci sprona a “centrarci” e a ritornare alla nostra finalità. Tanto è urgente il pezzo di pane, la medicina, il piatto di riso o la scuola, come il vangelo, Gesù Cristo, fatto speranza per ogni persona umana.

L’annuncio del vangelo ai non-cristiani, soprattutto in certi contesti e gruppi umani, è ancora nulla o scarsa! E chi adempirà a tale mandato (“andate in tutto il mondo e annunciate”) se noi, chiamati nella chiesa per questo, ci areniamo o indugiamo nel fare altro?

Dialogo tra persone, culture, religioni

Le nuove sfide per l’annuncio ai non-cristiani, oggi passano attraverso il dialogo, tra persone, culture, religioni; attraverso il contatto e l’accoglienza cordiale di tutti, come insistentemente papa Francesco ci ripete; attraverso la semplicità dei mezzi e la proposta in Gesù Cristo fatta con umiltà e cordialità; attraverso la coerenza di stili di vita semplici e amichevoli.

Nel Capitolo che si apre a Tavernerio (CO) il 1° agosto si sceglieranno le linee che, ripartendo dall’ideale del fondatore, ci riposizionino sempre di più nel solco del vangelo, annunciato e vissuto.

Quindi, carissimi lettrici e lettori, più che mai vediamo necessaria la vostra preziosa preghiera, vicinanza e collaborazione, in unione di ideali e amicizia sincera, riconoscenti al Signore e a voi tutti.

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