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Diversamente… uguali!

Diversamente… uguali!
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Ogni anno, dal 18 al 25 gennaio, si celebra la Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani. Tutte le diocesi del nord del mondo (nel sud si celebra invece in prossimità della Pentecoste) organizzano eventi, momenti di preghiera, conferenze e incontri tra comunità, per camminare insieme verso l’unità.

Anche Parma in quel periodo ha vissuto tante occasioni per riscoprire la sua anima ecumenica: una celebrazione, una conferenza sull’impegno che le chiese cristiane stanno portando avanti contro ludopatia e gioco d’azzardo, celebrazione di un culto avventista e di un vespro ortodosso aperto a tutti.
Ormai, il tema dell’ecumenismo è all’ordine del giorno. Il Concilio Vaticano II, con il documento “Unitatis Redintegratio”, ha affermato che il movimento ecumenico è frutto dell’ispirazione dello Spirito Santo e vuole che la chiesa sia Una, superando le divisioni attuali tra diverse comunità cristiane. Tuttavia, cos’è questa Unità che vogliamo raggiungere come cristiani? Alcuni intendono il cammino ecumenico come quel ritorno alla chiesa originaria dei primi cristiani che, secondo l’opinione maggiormente diffusa, non sarebbe stata vittima di divisioni. Niente di più falso! Infatti, già negli Atti degli Apostoli, nonostante la visione dell’ideale di comunità cristiana proposta da Luca (autore degli Atti), non sono omesse le prime “divisioni” che avvennero nella chiesa di Gerusalemme, riguardo all’accoglienza o meno dei pagani al battesimo e quindi nella comunità cristiana.

Già in quel periodo la chiesa si divise tra i giudeo-cristiani, che affermavano che oltre al battesimo era necessaria anche la circoncisione e l’osservanza delle prescrizioni giudaiche, e i cristiani ellenisti, che ritenevano il battesimo sufficiente per diventare cristiani. Sbagliamo a pensare, inoltre, che la divisione tra i cristiani sia stata avviata dal movimento della Riforma di Martin Lutero del XVI secolo. Infatti, la chiesa era già divisa, prima di questo doloroso evento, nel 1054, con il grande scisma tra Oriente ed Occidente (per motivi storico-culturali più che propriamente religiosi).
Oggi l’universo cristiano si presenta in maniera molto variegata: cattolici, ortodossi e protestanti, di antica o nuova fondazione. Ci confrontiamo tutti con il mondo globalizzato in cui viviamo, che pone interrogativi nuovi che chiedono di reincarnare il vangelo nella cultura di oggi.

Camminare insieme verso l’Unità della chiesa, quindi, non vuol dire tornare a un ideale di omologazione e di uniformità che neanche nella chiesa primitiva esisteva. Come sostiene don Cristiano Bettega, incaricato della CEI per l’ecumenismo in Italia: “Unità dei cristiani non è essere tutti uguali, ma essere uguali in ciò che ci accomuna e crescere insieme nella ricchezza delle diversità”. 
Nessuno di noi sa come sarà quest’Unità. Non sappiamo quale forma avrà, tuttavia l’importante è camminare uniti per costruirla, non appiattendo le differenze, ma cogliendone la ricchezza e rispettando forme diverse di manifestare la stessa fede in Cristo, come avveniva già nelle prime chiese cristiane.

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