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Diario di famiglia

Diario di famiglia

Da quanto tempo leggo “Missionari Saveriani”? Sicuramente da tanti anni, ma nel corso di questo lungo periodo è cambiato il modo di leggerlo. All’inizio, quando frequentavo i saveriani di Salerno, non mi sembrava così interessante.

Man mano che la mia appartenenza alla famiglia saveriana diventava più stretta, anche la lettura del giornale diventava più appassionata. Gli articoli che preferivo erano le testimonianze dall’Africa, perché molti saveriani della comunità di Salerno erano poi partiti per il continente africano. Sempre più, mi faceva piacere leggere il resoconto degli eventi saveriani: ordinazioni diaconali e presbiterali, professioni perpetue, giovani missionari che, con grande gioia e passione, riferivano i primi passi della loro esperienza, beatificazione e canonizzazione del fondatore Guido M. Conforti.

Adesso il giornale lo “bevo” dalla prima all’ultima goccia, perché tutte le missioni mi sono entrate nel cuore. “Missionari Saveriani” è per me uno strumento prezioso per conoscere e condividere la missione della “mia famiglia” in Cristo.

Anna Paola

Ho conosciuto i saveriani e il loro giornale a pochi mesi di distanza, nel 2012, e ne conservo ancora gelosamente la prima copia. In prima pagina era presentato il Museo Etnografico Cinese. Più i saveriani entravano a far parte della mia vita e più il giornale diventava per me un appuntamento importante. Nei tre anni come volontaria nell'infermeria al quarto piano della Casa Madre, leggere MS con i saveriani anziani era davvero un bel momento. Significava sentirsi parte della famiglia.

Una volta diventata laica saveriana, mi è stato chiesto più volte di scrivere qualcosa per questa rubrica, un onore! Ogni mese attendo il giornale sempre volentieri; lo considero un diario di famiglia, un altro modo per abbattere le distanze da Nord a Sud.

Maria Rosaria Virgallita

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