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Democrazie interrotte

Democrazie interrotte
  • Congo RD: elezioni tra un anno. Si terranno il 23 dicembre 2018 le elezioni presidenziali, legislative, provinciali e locali nella Repubblica Democratica del Congo. L’opposizione ha subito protestato perché, secondo il nuovo calendario elettorale, il presidente uscente Joseph Kabila, il cui mandato è scaduto il 20 dicembre 2016, potrà rimanere in carica fino ai primi di gennaio 2019. Sono state le pressioni di Stati Uniti, a sbloccare la situazione, pena un taglio al sostegno finanziario per il Congo RD. 
    Nel frattempo, Rete Pace per il Congo registra forti violazioni al diritto di espressione e di manifestazione. Alcuni manifestanti non esitano a collocare pietre o a incendiare pneumatici in mezzo alle strade, al fine di impedire la circolazione dei veicoli, un boomerang per gli stessi manifestanti.
    E sempre in Congo, per la prima volta, sono stati processati i responsabili di stupri di massa nel Sud Kivu. Diciotto persone, tra le quali un politico locale, dovranno rispondere di violenza sessuale su 46 ragazze. Si tratta di un processo storico per il Paese. Questa è una delle poche occasioni in cui si è riusciti a trascinare davanti a una corte giudiziaria i responsabili di violenze inaudite tra il 2013 e il 2016.
  • p.6 Kenya protesteKenya: presidente confermato. Uhuru Kenyatta è stato dichiarato vincitore delle elezioni presidenziali del 26 ottobre, rifacimento di quelle annullate l’8 agosto scorso per illegalità e irregolarità, commesse durante il processo elettorale. Ma sembra difficilmente sostenibile la legalità della proclamazione del vincitore considerato che le operazioni di voto non si sono svolte, per molteplici ragioni, in varie regioni, comprese le violenze represse nel sangue dalle forze dell’ordine. Intanto, l’opposizione dichiara che non accetterà mai la legittimità dell’elezione e chiede l’annullamento di questo processo elettorale. Per Kenyatta e il suo governo non sarà facile governare il paese in queste condizioni. Ma, per ora, non si vede una via d’uscita alla crisi politica e istituzionale in cui il paese è caduto.
  • Zimbabwe: il dopo Mugabe… La gioia popolare è esplosa alla notizia delle dimissioni di Robert Mugabe. Lo Zimbabwe volta così pagina, ma al momento è ancora presto per capire quale direzione prenderà la sua storia. La popolazione desidera un miglioramento delle condizioni economiche e chiede una vera democrazia. La cattiva gestione economica del regime di Mugabe negli ultimi 20 anni ha distrutto il sistema agricolo nazionale, costringendo milioni di cittadini ad emigrare in Sudafrica o in località più lontane.
  • Aumentano i cattolici nel mondo. Cresce il numero dei cattolici nel mondo: sono quasi un miliardo e 300 milioni, il 17,7% della popolazione mondiale. Secondo le cifre, tratte dall’Annuario Statistico della Chiesa cattolica (dati relativi al 2015), i battezzati sono 12 milioni e mezzo in più rispetto all’anno precedente (il 2014): in Africa è il 19,42%, in America il 63,6%, in Asia il 3,24%, in Oceania il 26,36% della popolazione. In Europa su 716 milioni persone, per il secondo anno di fila, diminuisce il numero dei cattolici che sono il 39,87% (285 milioni), meno 0,21%. La Chiesa cattolica gestisce più di 200mila istituti scolastici nel mondo, frequentati da oltre 60 milioni di alunni. In più, sono quasi 5 milioni e mezzo i giovani seguiti durante gli studi alle scuole superiori e all'università. Infine, sono circa 118mila gli istituti sociali e caritativi cattolici (ospedali, lebbrosari, orfanotrofi, case per anziani) sparsi nel mondo. Vedi https://www.youtube.com/watch?v=HZkzm0oOcQc
  • p.6 consiglio indigenistaUn sinodo per l’America. È affascinante e singolare l’iniziativa di papa Francesco annunciata domenica 15 ottobre che ha deciso di convocare un Sinodo dei vescovi per la regione Panamazzonica, che avrà luogo a Roma nell’ottobre 2019. L’obiettivo è individuare nuove strade per l’evangelizzazione di quella porzione del Popolo di Dio, specialmente gli indigeni, spesso dimenticati e senza la prospettiva di un avvenire sereno.
    Nella regione amazzonica dell’America del Sud, ci sono quasi tre milioni di aborigeni appartenenti a 390 popoli indigeni e 137 popoli "non ancora coinvolti" completamente.
  • p.6 Zoni GrazianoIn ricordo di Graziano Zoni. Se n’è andato dopo una vita condivisa con la gente di strada. Graziano Zoni li chiamava “gli impoveriti”. I tantissimi che l’hanno conosciuto lo ricorderanno per l’umanità, la mitezza, la vicinanza, la coerenza, la fedeltà, l’onestà, la sobrietà, l’amore, la dedizione, la passione, la fede, la positività, la tenacia, il coraggio, la bontà che ha sempre distribuito a piene mani. Azione Cattolica, Mani Tese, Emmaus Italia, Tavola della pace sono state alcune delle organizzazioni in cui si è maggiormente impegnato. 

UNA STORIA SPECIALE

  • Nobel contro l’atomica. Con il Nobel della pace 2017 alla Campagna internazionale per l'abolizione delle armi nucleari è stato inviato un chiaro messaggio ai cittadini di tutto il mondo. Viviamo in un tempo in cui il pericolo di una guerra nucleare è tornato ad essere serio; le potenze nucleari stanno ammodernando i loro arsenali e c'è un concreto pericolo che altre nazioni costruiscano la bomba atomica; qualsiasi uso delle armi atomiche avrebbe inaccettabili catastrofiche conseguenze umanitarie; le bombe atomiche rappresentano una minaccia permanente per l'umanità e la vita sul pianeta; dobbiamo fare ogni sforzo per mettere fuori legge le armi nucleari.
    Questo Nobel incoraggia i costruttori di pace a continuare il proprio impegno con lungimiranza senza lasciare alcuno spazio alla sfiducia.  Flavio Lotti, Tavola della pace

LA VOCE DEI MISSIONARI

  • Italia-Libia: patto scellerato. Noi missionari italiani, a lungo ospiti di tanti popoli d’Africa che ora bussano alla nostra porta, siamo indignati per quanto sta avvenendo ai migranti nel Mediterraneo. Davanti a questa immensa tragedia, ci appare ancora più scandalosa la campagna contro le organizzazioni non governative, accusate di collaborare con gli scafisti. E ancora più grave è l’accordo del governo italiano con la Libia nella persona di Fayez al-Sarraj, leader del governo di accordo nazionale, che rappresenta ben poco in quel paese. p.6 tunisia rifugiatiChiediamo un’altra politica verso i paesi dell’Africa: apertura di corridoi umanitari per chi fugge da situazioni drammatiche; embargo sulla vendita di armi italiane agli stati africani; seria politica economica verso questi paesi con forti investimenti, ma non ai governi; sospensione delle politiche predatorie nei confronti dell’Africa; sospensione degli accordi di partenariato economico che la Ue ha imposto ai paesi africani e che creeranno ancora più fame.

MESSAGGIO DALLE CHIESE

Non amiamo a parole ma con i fatti

papa FRANCESCO

Dal messaggio del Papa per la prima Giornata mondiale dei poveri (19 novembre).

“Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità» (1 Gv 3,18). La misericordia che sgorga dal cuore della Trinità mette in movimento la nostra vita e genera compassione.

Francesco d’Assisi non si accontentò di abbracciare e dare l’elemosina ai lebbrosi, ma decise di stare con loro. Un vero incontro con i poveri dà luogo a una condivisione che diventi stile di vita. E da questo modo di vivere derivano gioia e serenità d’animo, perché si tocca con mano la carne di Cristo. Siamo chiamati a tendere loro la mano, a incontrarli, guardarli negli occhi, abbracciarli, per far sentire il calore dell’amore che spezza il cerchio della solitudine.

Ai nostri giorni emerge sempre più la ricchezza sfacciata che si accumula nelle mani di pochi privilegiati. Fa scandalo l’estendersi della povertà a grandi settori della società in tutto il mondo. Non si può restare inerti e tanto meno rassegnati.

Benedette le mani che si aprono ad accogliere i poveri e a soccorrerli: sono mani che portano speranza. Benedette le mani che superano ogni barriera di cultura, religione e nazionalità, che si aprono senza chiedere nulla in cambio, senza “se”, senza “però” e senza “forse”.

Tutti reagiscano alla cultura dello scarto e dello spreco, facendo propria la cultura dell’incontro. Dio ha creato il cielo e la terra per tutti; sono gli uomini, purtroppo, che hanno innalzato confini, mura e recinti.

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