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Da Novara due fidei donumin Ciad

Da Novara due fidei donumin Ciad
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“Noi abbiamo deciso di ripartire per la missione”. Le parole pronunciate da mons. Franco Giulio, la sera della Veglia missionaria in duomo (21 ottobre 2017), si sono concretizzate nella chiesa diocesana di Novara per don Fabrizio Scopa e per don Nur El Din Nassar. Giovedì 4 gennaio è decollato l’aereo per il Ciad! È la Chiesa in uscita, è il Sinodo che da carta diventa carne.

Oltre a me e a don Fausto, della delegazione che li ha accompagnati, hanno fatto parte Margherita Lavatelli e Marco Invernizzi, vicedirettori dell’Ufficio della pastorale familiare della diocesi. I contatti con don Benoit si sono particolarmente intensificati negli ultimi giorni per organizzare e pianificare la permanenza a Bissi Mafou e soprattutto per organizzare l’accoglienza dei due nuovi missionari.
Il momento culminante sarà l’inaugurazione della nuova scuola, progetto che la nostra diocesi ha sostenuto a partire dalla scorsa Quaresima. Non vi nascondo l’emozione, non solo per il viaggio, ma anche perché, per la prima volta come direttore del CMD, accompagno dei confratelli nell’entusiasmante esperienza di diventare fidei donum per la chiesa e per il mondo.
Don Fabrizio e don Nur sono davvero motivati e pronti per affrontare questo periodo al servizio di una chiesa che accompagniamo ormai da 30 anni. Ricordiamoli nella preghiera e nell’amicizia di sempre.

Mentre potenziamo la missione in Ciad, segnaliamo che don Massimo Minazzi è rientrato prima di Natale dal Burundi. Abbiamo già rimarcato questo importante anniversario che ha visto, in questi lunghi anni, alternarsi molte presenze dalla nostra diocesi nella martoriata terra burundese.
Tra tutti, ricordiamo l’amato don Carlo Masseroni, pioniere in quella terra e capace, attraverso i suoi puntuali scritti, di tenerci legati alle vicende del popolo burundese.
Come CMD stiamo pensando come rilanciare, a livello diocesano, il ricordo di questi 50 anni, non solo con un valore nostalgico, ma come un impegno per riportare sul territorio l’esperienza di quella chiesa sorella e dei fidei donum, delle religiose e dei laici che l’hanno servita.

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