Dobbiamo tanto a padre Silvio. È attorno a lui che si è espressa l’inquietudine che prendeva noi tutti, missionari e missionarie, di fronte al dramma della guerra che attanagliava il Congo dal 1996.

Padre Silvio sapeva anche fare analisi politiche, ma la sua forza, il suo apporto fondamentale era la compassione, il sentire l’ingiustizia delle enormi sofferenze inflitte a tante persone la cui colpa era solo di essere nate in una terra troppo ambita e di essere considerate materiale di scarto nel gioco della geopolitica internazionale.
Grazie, padre Silvio! Continuiamo a camminare insieme, anche se in modo nuovo.
